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2011年4月26日星期二

Tumori- nel 2011 in Europa faranno 1 milione e 300 mila morti

Muatazioni genetiche: alle radici del cancroLa previsione è elaborata dall’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di?Milano che ha appena pubblicato sulla rivista Annals of Oncology una stima basata?sui dati di mortalità forniti dall’Organizzazione mondiale della sanità. Tra i?paesi la Polonia è quello con la mortalità più alta, mentre tra le tipologie di?tumore è in ascesa quasi ovunque quello al polmone nelle donne mentre è in calo la mortalità dei tumori allo stomaco, al colon-retto, al seno, all’utero, alla prostata e le leucemie. Oltre al tumore al polmone nell’uomo.
La premessa da cui sono partiti i ricercatori italiani?è che conoscere la?mortalità dei tumori è essenziale per pianificare l’allocazione delle risorse ed?elaborare strategie efficaci per la cura e la prevenzione. Purtroppo però i dati?sulla mortalità diventano disponibili solo dopo alcuni anni. Riuscire a elaborare?stime basandosi sui dati del recente passato è quindi molto importante.
Lo studio in questione,?finanziato dall’Airc,?raccoglie le stime di mortalità per tutti i tipi di cancro e per alcuni tumori specifici nel corso del 2011 in tutta l’Unione Europea e nei?sei paesi più popolati (tra cui l’Italia). I dati di mortalità su cui si sono?basati i ricercatori sono i più recenti che siano attualmente disponibili e?coprono il triennio compreso tra il 2005 e il 2007.
Per l’Italia le stime del Mario Negri parlano di 99.500 morti tra gli uomini, contro le 97.300 del 2007 e 77.000 morti tra le donne, contro le 74.000 del 2007. ?Per le donne restano sostanzialmente stabili le morti per tumore al seno e all’utero, sono in calo quelle dovute a tumori allo stomaco, mentre sono previste in aumento le morti per tumori al pancreas e al polmone.?Quanto agli uomini, si registrerà un lieve aumento nelle morti dovute a tumori al colon-retto, al pancreas e alla prostata, mentre calano i decessi legati ai tumori allo stomaco, al polmone e alla leucemia.
Per quel che riguarda il tasso di mortalità dei tumori negli uomini, rispetto alla media europea (prevista di 143 morti su 100.000 uomini), l’Italia, insieme a Germania e Regno Unito, presenta tassi inferiori, mentre hanno un tasso più alto sia la Francia sia la Spagna. I tassi più alti in assoluto li registra la Polonia che sfiora i 184 morti su 100.000 uomini.
Guardando i dati europei nel loro insieme, si registra dai tardi anni ‘80 in poi un deciso calo nei tassi di mortalità per cancro negli uomini, e nelle donne il declino era cominciato anche prima. Tra il 1990 e il 1994 e tra il 2000 e il 2004 il tasso è sceso del 9 per cento negli uomini, raggiungendo quota 168/100.000 e dell’8 per cento nelle donne, toccando il calore di 97/100.000. Negli uomini si prevede che questo calo continui per tutto il 2011 con una diminuzione particolarmente significativa in Germania. Anche per le donne la tendenza positiva continuerà, anche se in alcuni paesi, come la Polonia, le previsioni sono invece meno favorevoli.
Le conclusioni dello studio sono che, nonostante si registri un calo nel tasso di mortalità di diversi tipi di tumore (in termini di numero di morti ogni 100.000 abitanti), il numero assoluto di decessi resterà sostanzialmente stabile. Con un dislivello notevole tra i paesi occidentali e i paesi dell’Europa dell’Est.

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2011年4月20日星期三

Vaticano- Card. Schoenborn, Youcat Nasce Da Vere Domande Dei Giovani

(ASCA) - Citta' del Vaticano, 13 apr - Il catechismo per i giovani 'Youcat', presentato questa mattina in Vaticano, nasce ''dalle domande poste dagli stessi giovani che hanno collaborato alla stesura del testo''. Lo ha spiegato il card. Christoph Schonborn, arcivescovo di Vienna e coordinatore del testo. ''Prima - ha detto - i catechismi erano opere di vescovi e teologi, questo invece coinvolge i giovani e il loro vissuto di fede''. Le domande del Compendio del Catechismo ''sono un po' artificiali'' mentre in 'Youcat' invece ''le domande sono state elaborate con la collaborazione di una cinquantina di giovani''. ''Loro - ha aggiunto - sono la prima generazione che per la quale essere cristiani e' una scelta consapevole ma viene vissuta come la scelta di una minoranza''. 'Youcat', ha concluso, e' ''il primo libro di fede che nasce tenendo conto di questa nuova situazione''.

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2011年4月14日星期四

Ecco cosa c'è nello stomaco delle tartarughe

Fonte immagine: Seaturtle.com
Ogni anno vengono prodotti circa 260 tonnellate di plastica: un’evoluzione significativa rispetto "misera" mezza tonnellata prodotta nel 1950. Nel mondo ogni giorno si distribuiscono circa un miliardo di sacchetti di plastica monouso e fino a 3 su 1000 arrivano all’oceano. Quando questo materiale si trasforma in rifiuti, non essendo biodegradabile, cambia forma e si riduce in pezzi più piccoli spargendosi in tutto il pianeta. Le correnti marine trascinano i piccoli pezzi fino a che la fauna marina non li ingerisce, scambiandoli per meduse o altri tipi di cibo. Tuttavia inghiottire questi detriti può causar loro gravi danni all’apparato digerente, ostruendo l’esofago, lacerando le pareti dell’intestino e conducendo gradualmente questi animali alla morte per fame. Esaminando il contenuto dello stomaco di una giovane tartaruga pescata al largo della Florida sono stati ritrovati 74 oggetti diversi da cibo: tra questi c’erano 4 tipi diversi di gomma per palloncini, diversi tipi di plastica dura , materiale simile alla stoffa per tappeti e due pallottole di catrame. Su 92 tartarughe marine trovate morte sulla spiaggia del Rio Grande do Sul in Brasile, 50 di queste avevano ingerito forti quantità di detriti di plastica. Tuttavia non si tratta solo di tenere sotto controllo le tartarughe: tutta la fauna marina, dal plancton alle balene oggi ingeriscono plastica e, anche in piccole quantità, questo materiale può essere letale.
Il più grande ammasso di detriti di plastica oggi in mare è il North Pacific Gyre, meglio conosciuta come "il grande cerotto di spazzatura": è grande come il Texas e contiene circa 3,5 milioni di detriti, che vanno dai giocattoli ai spazzolini da denti.
Nell’ultimo numero di Marine Turtle Newsletter i biologi Colette Wabnitz, dell’università British Columbia, e Wallace Nichols, della California Academy of Science hanno dichiarato che "gli oceani sono diventati un cassonetto gigante per tutti i tipi di materie plastiche. Tutte le specie di tartarughe marine potrebbero essere seriamente in pericolo". In "Plastic Pollution: An Ocean Emergency" i due professori sostengono che "tutte le ricerche sull’impatto della plastica sull’ambiente oceanico e sulla salute dell’uomo portano a pensare che il problema sia più grave del previsto". Intervenire sulla "cultura dell’usa e getta", studiare l’origine dell’inquinamento da plastica e ripensare tutti gli involucri che oggi impiegano plastica è urgente e necessario. "L'anno scorso ho contato 76 sacchi di plastica in mare in un solo minuto, stando in piedi a prua della nostra barca mentre cercavamo tartarughe marine in Indonesia".
Questi studiosi chiedono ai visitatori di riserve naturali e delle coste citate in questo articolo di ridurre l’inquinamento da materie plastiche, portando con sé sacchetti riutilizzabili e contenitori per alimenti, ed evitando le bevande in bottiglie di plastica.

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2011年4月11日星期一

l'Aquila-2 Anni Dopo- Film Documentario Sulle Case Abbandonate

(ASCA) - L'Aquila, 5 apr - Il prossimo 8 aprile, nella sala ''Tre Marie'', a Bazzano (L'Aquila), verra' proiettato in anteprima regionale il film-documentario ''Case abbandonate'', prodotto dal Teatro della Fragola-Fragola Film di Reggio Emilia e dalla Biennale del Paesaggio della Provincia di Reggio Emilia. La regia e' di Alessandro Scillitani, in collaborazione con Mirella Gazzotti, direttrice artistica del Teatro della Fragola. La proiezione, in programma alle 16:30, e' a cura del MusAA - MuseoArchitetturaArte che ha collaborato nelle fasi di realizzazione in Abruzzo; saranno presenti gli autori del documentario e la presidente del MusAA, Paola Ardizzola. La sala ''Tre Marie'', di proprieta' e gestione della Gioel Holding - la stessa azienda che ha rilevato lo storico ristorante aquilano, salvando tutte le opere in esso contenute, alcune delle quali attualmente esposte nella stessa sala - da tempo ospita attivita' culturali di spessore. Alessandro Scillitani, che ha firmato regia e musica, e Mirella Gazzotti si sono dedicati a quei luoghi d'Italia dimenticati dal vivere quotidiano su cui l'immaginario collettivo costruisce da sempre storie, letterature, miti e leggende. La narrazione documentaria si e' avvalsa di numerosi, importantissimi, contributi: da Tonino Guerra a Pupi Avati, da Marco Revelli ad Antonella Tarpino, Vito Teti, Massimo Bubola, Danilo Arona, Fabio Iemmi, Riccardo Marchesini, Cesare Bastelli. Tutti raccontano le loro storie, le loro esperienze di vita vissuta, la loro memoria di case abitate e abbandonate. Il documentario nasce dalla volonta' di scoprire alcuni fra i tanti luoghi abbandonati d'Italia, fin tanto che sono in grado di preservare il ricordo di cio' che furono, nella consapevolezza che memoria dei luoghi e' anche memoria dell'uomo. In questo contesto, particolare rilievo assume la parte dedicata all'Aquila e all'Abruzzo. Di fatto, i luoghi sono i veri protagonisti del film, nella consapevolezza che narrare i luoghi, raccontare le ''rovine prima che diventino macerie'' significa anche raccontare di noi stessi. Una ''riflessione visiva'' per riflettere, a due giorni dalla data di commemorazione del terremoto aquilano, sui luoghi del passato quali punti di partenza del futuro. Il 2 dicembre 2010 il documentario e' stato presentato in anteprima nazionale alla Biennale e dal 18 marzo 2011 e' in tourne'e in diverse citta' fra cui Mantova, Ferrara, Torino, Soriano Calabro etc. Dopo la tappa aquilana, il MusAA portera' il film in diversi centri d'Abruzzo, fino alla prossima estate.

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